Quadri di nudo.

Confrontarsi con il nudo è in un certo senso confrontarsi con la storia dell’arte. Le prime rappresentazioni in arte di nudità femminile appaiono agli albori della storia umana: le Veneri Paleolitiche risalgono a 25.000 anni fa, e da sempre gli artisti si sono confrontati col nudo. Dall’epoca classica con le sue Veneri della produzione greca o con gli affreschi romani, ai secoli successivi fino ai dipindi di donne sensuali dell'Ottocento e allo scandalo nel 1866, dell’Origine del Mondo di Coubert, o alla Chloe di Lefebvre e i dipinti di donne di spalle di Ingres e Bonnard, e fino ai dipinti moderni di donne di Matisse o Picasso, la nudità in arte è stata sempre fonte di ispirazione per gli artisti che con motivazioni diverse e occhi diversi ne hanno dato le loro interpretazioni.

Anche l’arte digitale si confronta col nudo, partendo da una realtà mediata dalla fotografia ma non per questo meno reale. In questa sezione alcuni esempi di quadri di nudi femminili realizzati da foto. In alcuni si predilige la struttura formale, in altri si predilige l’aspetto cromatico, in altri ancora il riferimento alla foto e alla sensualità del soggetto come origine dell’ispirazione è più evidente. Alcuni sono citazioni di opere del passato rivisitate in chiave personale. In tutti è comunque presente l’esigenza di dare autonoma dignità artistica al mondo delle rappresentazioni fotografiche.

Di seguito alcuni esempi di quadri di nudo che ho realizzato nel corso degli anni.

Alcuni esempi di quadri di nudo che ho realizzato nel corso degli anni

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Una piccola collezione di quadri di nudo d'arte degli ultimi secoli (ovviamente né i quadri qui di seguito mostrati né loro riproduzioni sono in vendita qui)

Da sempre il nudo nell’arte e’ il metro della capacità tecnica dell’artista. Migliaia di aspiranti pittori hanno passato centinaia di ore davanti modelli umani nudi o seminudi per affinare le capacità di riprodurre l’essere umano nella sua perfezione anatomica. Tuttavia in questo articolo, seppur con una lente etnocentrica, si vogliono indagare quale siano le trasformazioni nei secoli del rapporto che si instaura tra un dipinto (affresco o quadro) di nudo, il suo committente ed il suo fruitore, e quanto la stessa potenza visiva di un opera d’arte che ritragga un nudo, attraverso le mode e i costumi, abbia conformato i canoni di comportamento in ogni epoca.

Da quando l’uomo (Sapiens o Neanderthalensis) ha imparato a dipingere, dipinge figure umane nude, dunque ne abbiamo ampia presenza già nel paleolitico. Tuttavia la comprensione del fenomeno da parte di noi contemporanei non puo’ essere banale ed istantanea, e’ infatti fondamentale comprendere quale fosse il ruolo della nudita’ al tempo degli australoprogenitori, civilta’ umane dove l’essere svestiti risulta essere la quotidianità. E’ risaputo, grazie alla testimonianza dei vari Charles Darwin o esimi scopritori, che le tribù primitive vedono normale l’essere nudi o seminudi, al punto che neanche climi rigidi e glaciazioni sono riusciti a spingere gli uomini a vestirsi. Solo la crescente complessità sociale ha indotto i primitivi a coprire alcune parti del corpo, ma non per proteggersi dal freddo, bensì per distinguersi, per decorarsi, con particolare attenzione alle zone pubiche.

Dunque il nudo artistico ai tempi dei nostri primi antenati non era un nudo che rappresentasse la lussuria (in quanto non costituisse l’eccezione dei pochi) ne’ la voluttuosità, in quanto priva dell’elemento fondante: il senso del pudore. Il dipinto di nudo acquisiva dunque un primo tratto peculiare, che da sempre soggiace ed arriva a noi accompagnato da altri strati culturali che il viaggio dell’uomo ha prodotto: il nudo come pura rappresentazione di se stessi, come prima possibilita’ di vedersi specchiati in una immobilità che porta all’autoanalisi.

Se dovessimo pensare al nudo artistico al tempo dell’età classica dell’antica Grecia, il nostro immaginario facilmente vira sulle monumentali statue di atleti (siano essi discoboli o meno fortunati). Tuttavia i greci, cosa spesso ignorata, erano dediti anche alla pittura, e di certo dipingevano, non tanto quadri di nudo, ma stupefacenti opere murarie con soggetti nudi, siano uomini o donne. Naturalmente assai meno rispetto alla scultura, della fervida produzione pittorica del tempo e’ arrivato a noi, ma possono aiutarci nella nostra riflessione alcuni sontuosi dipinti del rapimento di Persefone o incantevoli dipinti funebri come quelli che adornano la celebre Tomba del tuffatore.

quadri di nudo - persefone
quadri di nudo - tuffatore

Nella rappresentazione artistica del nudo tra gli antichi Greci si addensa un forte messaggio liberatorio, un ritorno a costumi del passato, inteso come Mito, la consacrazione ultraterrena dell’uomo e della donna che svestendosi dei propri abiti si spogliano della mediocrità terrena per unirsi all’eterno. L’atleta che al traguardo perde l’ultimo drappello di stoffa sul suo corpo si unisce agli Dei nella vittoria sugli altri uomini. Anche la figlia di Zeus e Demetra lascia, insieme alle sue vesti, la vita blanda e vuota all’ombra della madre che la usava come fertilizzante globale, per diventare sposa di Ade e Regina degli Inferi. Infine il tuffatore, che non nascondendo la propria virilità, si stacca dalla piattaforma che richiama alle mitiche colonne d’Ercole, recinto concesso dagli Dei alle umane aspirazioni, per lanciarsi oltre, nella disgregazione completa dei dettami e delle convenzioni del tempo.

Arriva dunque il medioevo, portatore alle nostre latitudini di una massiccia dose di cristianesimo, ed i nostri affezionati quadri e dipinti di nudo non sono piu’ alla moda, tutt’altro. I soggetti che vengono ritratti senza veli sono pochi, e non scelti a caso. Sulle tele e sui muri viene rappresentato senza veli chi ha perso la sua integrità, fisica o spirituale; il discobolo che esplodeva di salute viene soppiantato dal corpo macilento del Cristo torturato. Le voluttuose scene conviviali di sesso fanno posto ai corpi di Adamo ed Eva, corpi nudi condannati all’eterno pudore, alla paura. Naturale questo tipo di relazione tra la religione ed il nudo nell’arte, dovuto allo spirito di sopravvivenza della prima, non perché tema direttamente il peccato in sé, ma in quanto lo stesso possa essere veicolo di Conoscenza.

Torna prepotentemente, nei quadri di nudo rinascimentali, il ruolo accademico delle forme classiche svestite, d’ispirazione greca s’intende. Dopo secoli bigotti e bui dunque, riaffiorano prima e velocemente si moltiplicano i quadri di nudo dove la passione e la spiritualità formano un binomio inossidabile.

quadri di nudo - pontormo

A giudizio di chi scrive il quadro di nudo che in assoluto puo’ riassumere la pittura rinascimentale sul tema e’ “Venere e Amore” (o “Venere e Cupido”) del sontuoso Pontormo. Il pittore di scuola fiorentina in questo quadro ci delizia con due figure molto diverse tra loro fisicamente, un enorme e quasi sgraziata Dea della Bellezza tutta distesa su di un fianco, con l’altro fianco cavalcato dal piccolo Dio dell’Amore e figlio della stessa Dea, dipinti nudi nell’atto di baciarsi. Incestuosi più nelle loro differenze morfologiche che nella loro stretta parentela, in questo quadro le figure divine nude consacrano il piacere carnale come massima aspirazione spirituale, catarsi dei dogmi religiosi. Benvenuto Cellini diceva in quest’epoca che il proliferare della produzione artistica di statue e quadri di nudo e’ fenomeno intrinseco dell’arte stessa, in quanto ricerca di bellezza attraverso la perfezione, che nel creato trova massima espressione proprio nella figura umana completamente nuda.

quadri di nudo - rubens

Arrivando al Barocco c’e’ da sottolineare un altro filo conduttore che lega i dipinti e i quadri di nudo di ogni epoca, un fattore piu’ psicologico, che appunto in questo periodo trova forse la sua massima espressione: l’usanza delle classi piu’ agiate di circondarsi, con quadri, affreschi e arazzi negli appartamenti e statue nei giardini, di soggetti artistici nudi, al fine spesso inconscio di trarne un potere erotizzante. Anche se il vero privilegio aristocratico della questione più che nella dedizione nel risultato e’ nel poterlo fare con quadri di nudo che sono tra i piu’ potenti che l’umanità abbia mai concepito. Filippo IV d’Asburgo, mentre conquistava il mondo ed infrangeva ogni record di massima espansione territoriale spagnola, abbelliva i muri del suo palazzo commissionando a Rubens un quadro di nudo dalla carica erotica ineguagliabile: “L’origine della Via Lattea” dove la gioia della vista provoca un vibrante smottamento delle viscere e dunque, ogni descrizione sarebbe solo rumore.

Sicuramente negli anni del Rococo’ questa tendenza si accentua, spogliandola man mano di qualunque tara, e caratteristica, filosofica, teologica o realistica. I quadri di nudo non richiamavano piu’ valori o dogmi, civili o religiosi che siano, bensì un quadro di nudo diventa in se stesso un valore, non piu’ potere erotizzante, ma Eros in se. Differenza meno sottile di quel che sembra in quanto le figure sono sempre meno allegoriche e le situazioni meno ambivalenti e prive di ammiccamenti, dunque non piu’ un Eros che ti sconvolge e ti conquista con la voglia di sperimentare, ma quadri di nudo che si offrono a chi, in piena coscienza, e’ pronto a goderne.

Piu’ tardi i canoni classici verranno distrutti, potendo dunque spaziare di piu’ su forme e colori i quadri di nudo nel Romanticismo contengono un infinità di nuovi elementi e nuove soluzioni artistiche. Molteplici gusti ed interpretazioni si mescolano nelle latitudini geografiche e di pensiero, ed in questo magma culturale i temi della Morte e della Natura (tratti tipici del Romanticismo) possono ritrovarsi, soprattutto in quadro di nudo, rappresentati in maniera disparata.

quadri di nudo - courbet

Siamo ormai sul rettilineo che ci porta, passando per i Delacroix e le colazioni di Manet, dritti a “L’Origine del Mondo”, del capopopolo Gustave Courbet, il quadro di nudo per eccellenza, dove la nudità assume fattezze fisiche proprie e non coincidenti con il corpo umano in toto, bensi con i soli suoi organi genitali femminili. In quest’opera il viso della modella non sembra celarsi dietro un lenzuolo nè per vergogna nè per mistero, ma semplicemente perche’ non e’ presente, la figura e’ la vulva. Dunque una continua vivisezione che dopo aver portato via dai quadri di nudo ogni significato altro, taglia via anche le parti anatomiche che non in maniera esplicita sposano la causa. Dunque Courbet ci mostra un sesso femminile che, paradossalmente proprio nella sua fruibilità e nella sua serialità, trova la sua unicità, e si erge a faro e guida dell’umanità piu’ della stessa prosperosa Libertà di Delacroix.

Queste ultime peculiarità di certo già vengono recepite come maggiormente familiari a noi contemporanei, infatti si sono sviluppate nell’ultimo secolo molte correnti artistiche che fanno della riproducibilità un vero e’ proprio mezzo di potenza visiva. L’Arte dunque si appropria delle dinamiche pubblicitarie, esorcizzandole e spogliandole delle loro finalità consumistiche che tendono a legare gli individui a i marchi attraverso ammiccanti nudi. Il fenomeno si capovolge, se nella pubblicità l’utente fruisce del prodotto ammaliato della potenza visiva del mesaggio, nella PopArt (sia essa sotto forma di litografia, manifesto o un quadro di nudo digitale) l’utente fruisce direttamente della Potenza Visiva stessa, disinnescando le logiche consumistiche.

quadri di nudo - ramos

Bellissime in questo senso le stampe di Mel Ramos, come “Dunkin’ Donuts”, dove il nudo femminile ormai surclassa nettamente la ciambella trasformandola nel suo gabinetto e nel suo guano.

L’era digitale permette da anni agli artisti di proporre quadri di nudo che possano aderire sempre piu’ alle aspettative emotive e decorative del committente, sia quando questo coincida completamente con il fruitore, nel caso ci si voglia godere di un bel quadro di nudo artistico nel nostro salotto o nella nostra camera da letto, sia quando il committente ha propriamente l’obiettivo d’intercettare il gusto del bello del maggior numero di fruitori possibili, come accade per chi con quadri di nudo debba arredare un albergo, un ristorante od una sala ricevimenti.

Lisandro

quadri di nudo - nudo21

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